Ristrutturazione Mairhof

Parcines (BZ)

Riorganizzazione e risanamento di un edificio storico vincolato.
Anno:
Tipologia:
CasaClima:
Materiali di costruzione:
2016
ricettivo
C
misto
Onore al merito

Il Moar era il più grande maso del villaggio e il Meier (dal latino “mayor”) una delle persone più potenti. Era il sostituto del padrone dei terreni, era colui che raccoglieva i diritti di servitù e che controllava i lavoranti.
La famiglia Bernhart possiede e gestisce questa tenuta dal 1930. È l'unico edificio merlato di Parcines. Il nucleo di prima edificazione del Mairhof risale al periodo romanico. L'esame dendocronologico dei soffitti a travi in legno di larice ha individuato nella maggior parte delle strutture portanti l’anno 1223 come ultimo anello di crescita del tronco lavorato e si stima il 1227 come possibile anno di installazione delle medesime. La “Stube”, in questa casa decisamente un salone, possiede ancora il soffitto originale a cassettoni rinascimentale. In una capriata della struttura del tetto abbiamo trovato intagliato l'anno 1613.
La famiglia Bernhart ha voluto ristrutturare questa residenza storica in modo esemplare sia da un punto di vista della conservazione sia da un punto di vista dell’abitare contemporaneo. La lista dei desideri era lunga: ci veniva richiesto un appartamento indipendente per ciascuna delle due generazioni che vivono nel maso; di valutare la possibilità di spostare le camere adibite agli ospiti dall´ambiente più prezioso voltato, e per questo non più percepibile, alla soffitta, recuperando e riqualificando questo spazio fino a quel punto disabitato. Vi era la necessità di inserire un nuovo sistema di riscaldamento confortevole possibilmente con un’integrazione di energia solare termica. Per aumentare il comfort abitativo e ridurre i costi di riscaldamento ci eravamo promessi di sondare le possibilità di introdurre una ventilazione controllata e un isolamento termico dall’interno. La sfida era riuscire a dare risposte positive a queste richieste con una gestione rispettosa dei soffitti storici con travi a vista, dei pavimenti in legno e delle porte barocche con intarsi in legno.
Dopo un'analisi approfondita dell'edificio esistente e una dettagliata discussione con la sovraintendenza, è stato sviluppato un progetto di restauro e ristrutturazione nel rispetto dell'edificio e dei desideri della committenza. La facciata è stata liberata da superfetazioni, le merlature sono state rinnovate, la struttura del tetto è stata sanata staticamente e allo stesso tempo coibentata. I soffitti storici con travature in legno erano in buone condizioni: sono state rese nuovamente visibili e ripulite. Questi solai sono stati rinforzati staticamente e acusticamente mediante l’utilizzo di una struttura collaborante in calcestruzzo con le travi in legno. Dove possibile, gli intonaci originali sono stati liberati da strati più recenti e restaurati. Sulla facciata principale sono venuti alla luce degli affreschi: un frammento dell'aquila araldica tirolese e sopra di essa gli emblemi imperiali del periodo Massimiliano. Analizzando il trascorso storico dell'edificio e assieme alla sovraintendenza, si è constatato che l'isolamento interno delle pareti esterne era ammissibile. Tutti i solai verso ambienti non riscaldati sono stati isolati in modo invisibile nella struttura del pavimento. Le finestre storiche erano purtroppo andate perdute nel corso del tempo. Così in accordo con la sovraintendenza le finestre sono state realizzate nuove in larice .
Il nuovo impianto di riscaldamento è costituito da diversi componenti, collegati e gestiti in rete da un unico controllo comune: una caldaia a legna, nella quale vengono utilizzati gli scarti di legname agricolo, dei pannelli solari termici posizionati sulla vicina cantina di nuova costruzione e dei sistemi di ventilazione meccanica controllata, centralizzata per tutti gli appartamenti. Tutti gli spazi adesso sono dotati di riscaldamento a pavimento. Dove possibile sono stati recuperati, restaurati e ricostruiti i vecchi pavimenti in pietra e in legno, dove non esistevano più, sono stati utilizzati nuovi listoni in rovere o dei pavimenti industriali in cemento per marcare chiaramente le superfici nuove.
Il progetto ha voluto soddisfare i desideri delle diverse generazioni: la parte più antica dell'edificio, la cantina romanica con soffitto a travi di legno, della stessa tipologia costruttiva e dello stesso periodo del monastero di Marienberg, è diventata la nuova sala di degustazione per i prodotti del maso. La madre e il fratello del committente vivono al piano terra. Sopra di esso al secondo piano troviamo l’appartamento dei committenti, un ufficio, un piccolo negozio per i prodotti agricoli propri e un appartamento per vacanze. La mansarda alberga altri due appartamenti per gli ospiti e una sala lettura comune.
Un altro gioiello della casa è il soggiorno con un soffitto rinascimentale a cassettoni completamente intatto in legno di cirmolo. È stato smontato pezzo per pezzo, pulito, restaurato e riposizionato. Anche le volte costolonate al piano terra e al piano primo risalgono al Rinascimento. Al piano terra il passaggio è sempre stato utilizzato per l'agricoltura e quindi è rimasto integro nel tempo. Al piano superiore, invece, accoglieva le camere per gli ospiti costruite nel XX secolo, bagni compresi, rimuovendoli, ora questo ambiente risplende di nuovo con tutta la sua forza.
In questo progetto la forte personalità storica dell'Ansitz Mairhof e la ricerca dei clienti di un modo di vivere contemporaneo si sono riuniti armoniosamente.

Committente: privato
Collaboratore: Silvio Grasso
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